testo di Marina Allegri
regia di Maurizio Bercini
Alberto Branca, Massimiliano Grazioli e Zeno Bercini
scene di Maurizio Bercini e Donatello Galloni
dipinte da Patrizio Dall’Argine
costumi di Valentina Cogliati
musiche a cura di Paolo Codognola
La crosta è ciò che dà forma al pane, lo definisce, lo caratterizza; fatta la crosta è pronto per essere mangiato.
Il pane….
La cosa più preziosa che la natura ci regala, metafora di una scelta di vita semplice, “primaria”.
Scelta che nello spettacolo compiono un giovane imprenditore e il suo capo-officina, rinunciando agli orpelli di una vita complicata e trasformandosi in poveri frati francescani, in cammino per impastare il pane in giro per il mondo…
Senonché il primo pane che fanno si materializza, nella loro madia magica, in un adolescente ribello: Zeno.
Zeno non vuole “fare la crosta”.
Non vuole prendere una forma, quella definitiva.
Non vuole la “dura crosta”.
E scappa…
Quando torna è pronto, pronto per diventare un adulto definito.
Prima però vuole dire la sua: inscena un breve spettacolo di burattini facendo scegliere a Cappuccetto rosso la strada più pericolosa, sì, ma piena di sorprese e di imprevisti.
Bastava quello, bastava lasciarlo andare, bastava dargli ancora per un po’ il suo tempo.
Perché, come il pane che lievita, aveva bisogno di tempo, pazienza, cura e rispetto.
Volevamo parlare di una scelta di vita, di adolescenti, di pane.
Volevamo parlare di noi…
Marina Allegri per Cà Luogo d’Arte tutta.In“Dura Crosta” di Cà luogo d'arte nello stile riconoscibilissimo di Maurizio Bercini, su uno dei testi più fervidi di Marina Allegri, il pane diventa la metafora della crescita.
Alberto Branca e Massimiliano Grazioli in un omaggio dichiarato al teatro di una volta che rimanda ai fratelli De Rege e a Totò e Peppino, muniti di una macchina dai mille accenti e dalle mille sorprese, impastano tra lezzi frizzi e lazzi il pane che miracolosamente prenderà le forme di Zeno Bercini, virgulto che come il pane sta mettendo crosta.
Un cucciolo d'uomo ancora di mollica che ribaltando i ruoli farà una volta tanto la morale agli adulti dicendo loro che l'infanzia come il pane ha bisogno dei suoi tempi giusti. Lo spettacolo risulta così essere un intelligente ed inusitato spettacolo di formazione che diverte e ammaestra senza retorica, come deve fare il buon teatro per ragazzi.
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