Lo spettacolo, liberamente ispirato al “Piccolo Bruco Mai Sazio” ed a “Zuppa di Sasso” , ha una struttura semplice e visionaria. Pochi elementi in scena; un albero, due casine, un baule, una pentola, un tappeto coloratissimo, permettono ai due attori di concentrarsi sulla narrazione. Il libro, oggetto di scena privilegiato, viene di volta in volta, letto, usato come nascondiglio, consultato contro le paure e le incertezze, accarezzato, sporcato. Il lavoro, pensato per i piccolissimi ed i loro educatori, ha come tema centrale il cibo, o meglio l’importanza del nutrimento del corpo e dell’anima. Così, una zuppa preparata partendo dal sasso di un vecchio lupo, può insegnare che, superando le paure e i pregiudizi mangiare insieme ha un valore importante ed educativo; un piccolo bruco affamato e irriverente richiama all’indulgenza verso chi ha bisogno di cibo e pazienza per trasformarsi in farfalla. Soprattutto lo spettacolo porta l’attenzione sul libro, e sulle storie, fonte inesauribile di saggezza per sconfiggere le paure ed appassionarsi alla vita, nostra e altrui.