Ma tu fai sogni a colori o in bianco e nero?
E come fai a vederli se hai gli occhi chiusi?
E le tue figure perché hanno i bordi neri, per stare più sole?
Perché dici che le parole sono recinti
E i bianchi tra le parole libertà?
E perché i tuoi fiumi non finiscono mai nel mare?
Incontrare Claude Ponti è stato per noi innanzitutto accarezzare i suoi libri, valutandone le dimensioni: bizzarre, fuori-misura, diverse…Poi l’abbiamo letto ai nostri figli la sera, e mostrato la mattina agli amici .Alla fine è tornato ad essere un discorso privato, tra noi e lui…Quando un artista incontra un altro artista non può emularlo o riprodurlo o invidiarlo, può farlo suo, amando le visioni che gli provoca per poi tradirlo.Tradire per onorare, per amplificare un’idea, dotandola di un altro sguardo.Abbiamo tradito Claude Ponti con uno spettacolo per bambini piccoli, pensato per spazi non teatrali, con una scenografia avvolgente, che tenga i bambini stretti, vicini, come a volerli far entrare nei disegni.Dare dimensione col teatro ai disegni di Claude Ponti è stato andare oltre la valle, oltre gli alberi, oltre le cascate,ricreare la sua poesia senza risolvere, offrendola con un sapore di ospitalità vagamente giapponese che i suoi libri ci hanno evocato.Far uscire i suoi disegni dalla pagina, dando loro spessore, volume, voce, musica, emozioni è stato dare vita ad una visione per poterla regalare a chi, i bambini, di visioni si ciba…Un mostrare che nulla voglia dimostrare se non la potenza rivoluzionaria dell’immaginazione. “ Certe volte non capisco proprio quello che mi dici… Ma una cosa la so : se è vero che la mia valle è piccola piccola dentro una valle più grande allora un giorno andrò a vedere…”
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