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SCARPETTE ROSSE ovvero La danza incontrollata


"Ballate scarpette, ballate...e non vi fermate!" Come la perdita brutale nelle favole insegna ad individuare trappole, gabbie ed esche avvelenate



in co-produzione con Laboratorio Nove

Testo di Marina Allegri
Regia di Maurizio Bercini



con
Francesca Bizzarri
Francesca Grisenti
Dario Eduardo de Falco
Francesco Grossi 

Musiche originali Paolo Codognola
scenografia Maurizio Bercini
realizzata nei laboratori di Cà Luogo d’Arte
da Maurizio Bercini e Donatello Galloni
scene dipinte da Silvia Spagnoli e Sonia Menichelli
costumi Patrizia Caggiati
organizzazione Alberto Branca 
 
A cosa ci riduciamo pur di avere quel che desideriamo?
A cosa siamo disposti a rinunciare pur di soddisfare quel bisogno di possesso, quella bulimia diffusa che muove gli istinti più intimi dell’individuo e che partecipa oggi di una dimensione sociale globalizzata, che ci vede tutti aggregati nell’unica categoria rimasta, quella di consumatori?
Se lo chiedeva Andersen nel recuperare l’antica storia della bambina delle “Scarpette rosse”, se lo chiede la psicanalista Clarissa Pinkola Estès nel suo “Donne che corrono coi lupi” ed oggi ho creduto importante che ce lo chiedessimo anche noi, portando in scena in questa nuova produzione Karen, la bambina più vanitosa delle fiabe.
Dopo “Il brutto anatroccolo” e “La piccola fiammiferaia” scegliendo questa fiaba mi sembrava di completare una trilogia.
Oggi assistiamo alla fiera dell’”io voglio”, dell’apparire a tutti i costi, fino alla distruzione, all’aberrazione.
Mi hanno molto colpito le riflessioni della Pinkola Estès sulle trappole ed ho voluto riportarle sulla scena, per capire cosa spinga una ragazza a rinunciare alla sua bellezza, ai suoi piedi, per la brama di possesso.
Ho concepito lo spettacolo sfruttando diverse tecniche sceniche, lontano da ogni possibile categorizzazione teatrale, accostando ai giovani attori burattini, oggetti, un impianto scenico elaborato, com’è nello stile della nostra compagnia.
Abbiamo creato dei personaggi “meta-teatrali”, necessari per raccontare ai ragazzi una storia così dura, per non esserne troppo coinvolti, per lavorare con il grottesco, esplorando il senso di colpa che qualche volta tutti noi abbiamo provato.
Con Karen ci sono in scena il diavolo, la beghina ed il teatro stesso, impersonato dal tecnico di compagnia che apre e chiude lo spettacolo.
Un teatro, il nostro, che illumina, che si interroga, che cerca nelle pieghe buie della realtà e dell’uomo qualcosa su cui riflettere insieme ai bambini. La speranza è che i ragazzi escano con la stessa curiosità che ci ha spinti ad affrontare un testo così difficile.
Maurizio Bercini

COSA DICE LA CRITICA

LA PROVINCIA  giornale di Cremona: “Bellissimo. Davvero bellissimo! Scarpette rosse è un melting pot di linguaggi che abbraccia l’espressività teatrale contemporanea in un saliscendi di intonazioni poetiche-dure-sfumate-lamguide….” (Riccardo Maruti)

LA GAZZETTA DI PARMA: “Il teatro di Cà luogo d’arte fa questo effetto: porta il pubblico in luoghi che sembrano conosciuti ma che riservano effetti sorprendenti, inaspettate apparizioni, comiche intersezioni; racconta una fiaba antica, ascoltata mille volte, ma che nelle mani di Maurizio Bercini, Marina Allegri e della compagnia di attori e artigiani del teatro diviene un oggetto magico e sconosciuto, attraente e desiderabile, di quelli che se te li metti ai piedi ti costringono a ballare finchè sanguini…” (Giulia Guiducci)



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