L'INEVITABILE SFIDA DI DON CHISCIOTTE E SANCIO PANZA
"In un borgo della mancia che non voglio ricordarmi come si chiama viveva, non è gran tempo, un nobiluomo di quelli che hanno e lancia nella rastrelliera e un vecchio scudo, un magro ronzino e un levriere da caccia..."
" ...Signore e signori, prestate attenzione a ciò che sto dicendo, perché le mie non sono chiacchiere per ingannarvi, bensì sante parole da cui trarre benefici per la vostra vita, seguendo le poche semplici regole che sto per enunciarvi. E non giudicate la povertà del nostro mezzo e dei nostri abiti, perché noi, come S. Francesco, parliamo un linguaggio che tocca l’animo. E dunque parliamo del cibo che mangiamo: esso compie un viaggio nel nostro corpo....."
Lo spettacolo nasce dalla pluriennale collaborazione della compagnia con l’Assessorato agricoltura ed alimentazione della Provincia di Parma ed ha l’intento di sensibilizzare ed educare le nuove generazioni al problema, divenuto per alcuni assai grave, dell’alimentazione.
"Ho visto che ci sono due mondi, come i due poli di una pila, uno è composto dai molti che non credono a nulla, l’altra dai pochi che hanno fede nel progresso dell’umanità. I primi assomigliano alle ostriche: si sono attaccati al primo scoglio e da lì non si smuovono più. Inarcano le ciglia e stringono le labbra ad ogni novità e, come le ostriche, aprono le valve per essere nutriti dal mare. Così essi vorrebbero che il mare della vita li nutrisse bene, ma li lasciasse tranquilli.I secondi sono gli irrequieti, i credenti che ne tirano fuori ogni giorno una di nuova e vorrebbero che tutti camminassero con loro. Noi, eroi ambulanti, apparteniamo a questa seconda categoria, della gente pacifica, custode gelosa delle idee, deimetodi, delle consuetudini antiche, e facciamo l’effetto del fumo negli occhi. Poche persone oggi possono provare le nostre soddisfazioni, che derivano dal bene che seminiamo continuamente sul nostro cammino. Possediamo la bacchetta fatata, che ridesta la vita nella terra, la fa amare, allontana dai campi la miseria.."
COSA DICE LA CRITICA La Provincia 24 luglio 09 – Riccardo Maruti “ L’inevitabile sfida di Don Chisciotte e Sancho Pancia si rivela una rielaborazione davvero brillante capace di sorprendere gli spettatori. Bimbi in testa… In un tourbillon di situazioni che si caratterizza per uno svolgimento a spirale, all’interno di una precisa linearità di sviluppo: tra gag, battute e digressioni “interdisciplinari”, il risultato è un piacevolissimo caos organizzato cui è demandato il compito di rappresentare l’inestricabile commistione tra realtà e fantasia…”
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