L’infanzia del mago – prima giornata

Brevi note di regia a cura di Marina Allegri.

LA CÀ DI NOTTE

LA CÀ DI NOTTE

Per anni e anni il teatro ti si incrosta addosso e tu diventi tutte le maschere che hai indossato, tutti i balli che hai ballato, tutti i tic che hai ticcato.

Quindi trovo che ora sia più interessante liberarsene e mostrare quella sottile membrana che ci è rimasta dentro a dividere in due il nostro piccolo corpo.

Il nostro corpo che ora vuole solo seccare e, come Macchia Nera, stamparsi sul muro e sospendere il battito dei tamburi di latta che ci impazziscono dentro quando fa buio attirando i mostri.

Dai mostri cerchiamo di fuggire da sempre violando inutilmente il limite del nostro spessore umano.

Non si stacca mai tra il vero è il finto con l’età, non c’è più linea da attraversare o parete da abbattere, c’è da fare come i cani quando si asciugano e si scuotono a rotolo,

scuotere via le incrostazioni di anni di teatro per tendere all’invisibilità.

vogliamo scomparire

dobbiamo scomparire

possiamo scomparire???